Chi era Andrea Pirlo prima dell’estate 2011?
di Riccardo Zavagno
Devo ancora capire per quale motivo un giocatore è forte solo se indossa una certa maglia, solo se gioca in una certa squadra. È il caso di Pirlo. Da quando è passato alla Juventus è diventato il miglior centrocampista d’Italia e forse anche d’Europa, sottolineando ogni volta come il Milan se ne sia privato troppo presto, recitando “Pirlo scartato troppo presto dal Milan” oppure “il Milan ha sbagliato a non credere più in Pirlo”. Quanto di più falso. Quanto di più brutto si poteva dire, nei confronti del Milan, del giocatore e della nazionale italiana.
Innanzitutto bisogna precisare che è l’Inter a non aver creduto in lui, e nelle sue qualità, girandolo in prestito prima alla Reggina e poi a Brescia. Il Milan prese appunto Pirlo e Seedorf dall’Inter nel reparto outlet.
È giusto, oltre che corretto, ricordare che l’avventura col Milan è giunta al termine consensualmente dopo 10 stagioni, per incongruenze di natura contrattuale, legate alle nuove politiche, sommate a motivi tattici. Allegri infatti è riuscito a dare una identità alla squadra anche senza la presenza, fino a quel momento indiscutibile, di Pirlo. Nonostante tutto il tecnico livornese aveva reinventato Pirlo come esterno sinistro in un centrocampo a tre in occasione di Bologna-Milan. Complice anche quella volta un infortunio, Pirlo dovette uscire e fu costretto ad assentarsi dal campo per un lungo periodo, durante il quale il Milan continuò comunque la sua cavalcata verso lo scudetto. Se non si fosse fermato al Dall’Ara forse ora Pirlo sarebbe ancora al Milan. Se avesse accettato di rivedere il suo ingaggio forse Pirlo sarebbe ancora col Milan. Sta di fatto che con i forse, non si va da nessuna parte.
Di Pirlo rimangono bellissimi ricordi. Pirlo con il Milan ha vinto tutto quello che un giocatore può vincere, mondiale compreso. Perché agli smemorati che si ricordano solo della folta presenza di juventini nella finale contro la Francia, ora forse si ricorderanno che Pirlo, insieme a Gattuso, Gilardino ed Inzaghi (con Nesta infortunato subito) erano lì non per caso ma per le prestazioni esibite fino a quel momento anche con la maglia rossonera.
Qualora non si fossero accorti che Pirlo era un calciatore con la c maiuscola anche prima dell’estate 2011, spendendo soldi per Tiago, Poulsen, Salihamidzic, Diego, Felipe Melo, Sissoko, Martinez, Krasic o Elia, bastava dessero un’occhiata veloce al Palmares del centrocampista:
1 Coppa Italia
2 Campionati
1 Supercoppa Italiana
2 Champions League
2 Uefa Supercup/Supercoppa Europea
1 Mondiale per club/Coppa Intercontinentale
1 Fifa World Cup/Mondiale
senza dimenticare i vari secondi posti.
Pirlo non è il primo giocatore che indossando la maglia del Milan ha trovato la sua dimensione dimostrando le sue qualità, quando in altre realtà veniva etichettato come finito o “non all’altezza”. Nel recente passato la lista è lunga, vedi Tassotti, Virdis, Ancellotti, Massaro, Inzaghi, Seedorf giusto per citarne alcuni.
E Nocerino non sarà l’ultimo.
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