Lettera di Elisa: “Il Milan è il Milan”
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Elisa. Per inviare le vostre idee, i vostri commenti e le vostre opinioni è possibile usare l’indirizzo mail di Canale Milan, info@canalemilan.it.
Mi chiamo Elisa Rossi, ho 15 anni e sono di Cortona, in provincia di Arezzo. Ho avuto la fortuna di poter tifare una grande squadra già dalla nascita e questa è il Milan! È stato il mio babbo a trasmettermi questo grande amore, deve esserci stata una cellula nel sangue, oltre ai globuli. Tutta la famiglia del mio babbo tifava e tifa Milan. Il mio babbo è morto dieci anni fa in un campo da calcio mentre giocava la sua partita: era una fredda sera di dicembre. Era un super tifoso, un infarto ha stroncato la sua vita, e per una piccola parte anche la mia. Il suo giocatore preferito era Sheva, lo adorava! Mi ricordo poco, ero piccola, ma una delle cose che mi è rimasta impressa è il modo in cui guardava il Milan alla televisione, pieno di gioia e amore per la sua squadra. A quel tempo c’erano le bustine di zucchero con i giocatori, e tra queste c’era anche quella con il suo idolo, Sheva: avevamo i cassetti pieni di zuccheri con la sua immagine, quelli non si dovevano consumare! Ricordo che, a me e a mia sorella, compró la maglietta originale di Sheva.
Fino a qualche anno fa, odiavo il calcio; tifavo Milan, ma c’era sempre un gusto amaro nel vedere le partite, mi ricordavano quella sera, IO NON ERO LI’ AL CAMPO, dovevo esserci, era la SUA partita…e io non c’ero. Mi portava tutte le domeniche a vedere la partita, odiavo questa cosa, non potevo andare al parco! Ma quando se n’è andato, ho capito il valore di quelle domeniche passate con lui. Darei tutto per passare ancora una domenica a guardare la partita con lui. Era brutto vedere la partita senza di lui, quindi mi sono allonata dal calcio e dal Milan.
Qualche anno fa, crescendo, ho capito che, se doveva capitare, sarebbe capitato anche senza quella partita, e che lui se n’era andato mentre faceva quello che amava; ho capito che non dovevo odiare il calcio perché me lo aveva portato via, ma cominciare a seguirlo di nuovo. Il Milan è una delle poche cose che mi avvicinano a lui. Quando ho sentito cosa era successo a Cassano ad ottobre, per me è stato un brutto colpo, ho pensato a sua moglie e al suo piccolo Christopher, ho avuto paura per loro e per lui. Lui c’è l’ha fatta, ha vinto la sua partita ed è diventato piú forte di prima. Adesso è uno dei miei giocatori preferiti. Vedere il Milan che perde dei giocatori importanti come Thiago e Ibra è stata dura, ma poi ho cercato di capire la decisione della società. Ho fiducia nel Milan, lo tiferó sempre, qualsiasi partita, in qualsiasi categoria giochi! Il Milan è il Milan.
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