Lettera di Pierpaolo: la Juventus ha più fame
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Pierpaolo, nostro affezionato lettore, che ritorna sulla disfatta di San siro contro la Juventus. Ricordiamo che è possibile scriverci all’indirizzo info@canalemilan.it
La fotografia della “partitissima” Milan-Juventus è tutta riassunta in uno stringato tweet di Gerry Scotti, tifoso rossonero: “Ha giocato meglio la Juve. punto”. Io concordo pienamente con Gerry, niente scuse, nonostante l’infermeria del diavolo trasformata in ospedale, con ben 13 degenti. A me preme, invece, sottolineare “la rabbia” diversa con la quale le due squadre hanno affrontato la prima di tre supersfide decisive per Coppa Italia e Scudetto. E’ discutibile, direte voi, decretare carezze o sberle calcistiche dalle facce degli allenatori, però qualche elemento vien fuori. Primo gol di Caceres, Conte pare un lupo mannaro in una notte di luna piena: sente che la sua Juve ha dato il primo morso al Milan scudettato. Pareggio del piccolo Faraone El Shaarawy: Allegri abbozza un sorriso, Conte butta dentro Vucinic e dà una scossa alla squadra. Vuole vincere questa partita, e vuol farlo col coraggio temerario di chi sa di avere una squadra compatta di marinai che navigano col vento in poppa. Quando Caceres pesca quel diabolico tocco fatato che vale la vittoria scatta come un falco e abbraccia Del Piero e Marchisio; pare come posseduto da un Diavolo che invece dovrebbe stare dall’altra parte. Mi direte: troppo semplice, il Milan era privo di una mezza dozzina di titolari. Pienamente d’accordo. Ma è lo spirito diverso che ho colto tra le due squadre. La Juve pare un elastico che tende in avanti e ripiega con la velocità della luce, aggredisce il portatore di palla (Seedorf, Ambrosini e Ibra sono stati imbrigliati), esorcizza le fonti di gioco rossonere. Il Milan c’è ma sembra avere un altro passo, a parte Antonini e Stefanino il Faraone: non pressa, concede praterie a quel proiettile vivente chiamato Giaccherini, e quando pare aver raddrizzato la baracca subisce una “ripartenza Juve” e il “gollasso” di Caceres. Tutti sorpresi- Amelia compreso- da quel piedino di velluto, ma la Signora aveva fame e Conte il pompiere (favorito il Milan anche per la coppa, caro Antonio-Pinocchio?) salta come un birillo appena colpito. Ecco, la dico tutta. La Juve aveva fame di vittoria, il Milan pare messo a digiuno. Ma non è finita. Siamo il Diavolo e dobbiamo crederci, fino in fondo: magari prendendo esempio (l’umiltà non guasta mai) dalla nostra avversaria. Ragazzi, fuori il Forcone e via alla conquista di Udine!
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