Meteore rossonere – Quando il derby è sinonimo di una stagione
Nella più che centennale storia del derby di Milano molte volte questa partita ha assunto un significato, ed un’importanza, che andava aldilà del semplice risultato. Come quando valse l’accesso alla finale di Champions, o, più frequentemente, decideva le sorti di un campionato. Infine, ci sono state volte che il derby ha raccolto in sé i patemi di un’intera stagione. Non sarà il caso della sconfitta di domenica scorsa ma, a cinque giorni dal gol di Milito, abbiamo voluto rivivere l’esperienza di un’altra stracittadina che segnò l’epilogo di una delle annate più tribolate dell’era Berlusconi. In una serata primaverile di fine marzo l’Inter vince 3-0 e mette virtualmente fine ai sogni rossoneri di conquistare almeno un posto in Coppa Uefa.
Ripensando a quel giorno riesce difficile pensare come la partita sarebbe potuta finire diversamente, anche considerando l’imprevedibilità che, di solito, accompagna questi match. “Il derby degli inseguitori” lo definì Capello alla vigilia perché una squadra cercava di riprendere la Juventus, lanciata verso il tricolore, un’altra annaspava nella zona Intertoto e, più che raggiungere un posto in Europa, era inseguita da chi lottava per restare in A. E dire che, a due giorni dal match, un dato farebbe pensare ad una situazione opposta. Durante l’anti-vigilia infatti, l’Inter si vede costretta a restituire 2000 dei 5000 biglietti a disposizione per manifesto disinteresse da parte dei propri tifosi.
D’altronde, se sulla fascia destra le operazioni sono affidate al duo Ziege-Ba, non c’è molto da soprendersi per come andò a finire. Ci si mise anche l’infortunio di Costacurta che costrinse il tecnico di Pieris a schierare al centro Maldini con Cardone a sinistra. L’avvio di gara però, sembrò far presagire tutt’altra serata. Dopo un primo tentativo di Simeone, il Milan prese in mano le redini del gioco tanto che solo uno sciagurato Djorkaeff salvò sulla linea i suoi dallo svantaggio. Ma, come le più sonanti debacle, fu solo un fuoco di paglia. Al minuto 42, da un calcio d’angolo dello stesso francese, è proprio il cholo nerazzuro a prendere il volo ed a spedire di testa la palla in rete. Per Capello un film visto e rivisto durante tutta la stagione, con i suoi a fare da belle statuine sulle palle inattive ed il Bizzarri di turno – decisivo nel pareggio a Brescia di sette giorni prima – a beffare l’incolpevole Rossi. Una bella storia per un allenatore che, ad inizio stagione, aveva catechizzato i suoi marcantoni – così li definiva – su quelle situazioni.
Cominciare la ripresa sotto di un gol non dev’essere un problema ma, quando per riprendere in mano la gara, vedi entrare tale Giampiero Maini capisci che non è serata. Lo capisce anche Capello che, dopo aver visto i nerazzurri sfiorare il raddoppio con Djorkaeff, mette dentro anche l’ex Ganz. La mossa sembra dare i frutti sperati con il Milan che va due volte vicino al pareggio. Dall’altra parte però, c’è un certo Ronaldo, oltre a Checco Moriero, uno che, probabilmente, quel 22 marzo raggiunse il top della carriera. E così al 77′ ecco servito il 2-0, con l’italiano a lanciare lungo ed il Fenomeno inventarsi un incredibile lob a scavalcare il portiere. Potrebbe chiudersi qui ma, dopo Djorkaeff, un altro francese volle rendersi protagonista di quella serata. Purtroppo Cauet trovò prima uno straordinario Rossi e poi il palo a dirgli di no. Più concreto di lui fu ancora una volta Simeone che, dopo una corsa di 50 metri in solitaria palla al piede, scartò il portiere e depositò in rete la sua personale doppietta. Nel finale Ganz provò a rendere meno impietoso il bilancio ma i nerazzuri si salvarono ancora una volta sulla linea.
In tutto e per tutto quella partita fu l’emblema della stagione, con il Milan che, nelle rimanenti otto giornate di campionato, conquistò la miseria di 5 punti ed una sola vittoria in casa con il Bari. Alla terz’ultima i rossoneri crollarono 5-0 con la Roma e la contestazione fu pesante, anche a seguito della rocambolesca sconfitta in finale di Coppa Italia di qualche giorno prima. Una stagione cominciata male e finita peggio. L’unica nota positiva, guarda caso, fu proprio un derby. Si disputò l’8 gennaio, erano i quarti di Coppa Italia, ed il Milan vinse 5-0.
Quando si dice che un derby vale una stagione.
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