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Premio a Gianni Rivera: i retroscena raccontati da Canale Milan

Di William Gelsumino.

E’ un classico grigio lunedì mattina meneghino quello scelto da Michel Platini per conferire a Gianni Rivera il “Premio del Presidente UEFA”.

Alla cerimonia sono invitati oltre ad Adriano Galliani anche tanti ex calciatori compagni di squadra del “Golden Boy” ed ovviamente gli organi di stampa. E Canale Milan non poteva mancare per raccontarvi live tutte le emozioni e le dichiarazioni dei protagonisti.

Sono le ore 10:45 ed il primo a presentarsi è Saul Malatrasi. L’ex centrale delle due milanesi (oltre che della Fiorentina vincitrice del suo primo tricolore) si dimostra voglioso di raccontare aneddoti della sua carriera, soprattutto quando gli si para davanti Ricky Albertosi (uno degli eroi di Italia-Germania 4-3).  Si gira verso il sottoscritto e gli dice “Pensa che io e lui abbiamo giocato insieme, ma non nel Milan, bensì nella Fiorentina, dove lui era un giovane secondo portiere”. Ma l’ex estremo difensore campione d’Europa 1968 (riserva di Zoff) precisa sorridendo “Saul, guarda che io sono più giovane di te di un solo anno” e poi risponde ad una nostra domanda su Abbiati: “è un portiere che tutte le squadre vorrebbero avere”.

Alla spicciolata arrivano le altre ex glorie rossonere, primo fra tutti Fabio Capello, che però viene subito rapito per delle interviste (evidentemente il caso-Inghilterra è ancora caldo). Poi è il turno di Cesare Maldini, che si intrattiene sul balconcino con vista campo da gioco insieme a Malatrasi ed Albertosi.

Il momento più divertente della rimpatriata arriva verso le 11:15, quando si presenta Josè Altafini, con il suo carico di simpatia ed ironia, doti che sfoggia non appena arrivano Kurt Hamrin e Karl-Heinz Schnellinger (altro eroe di quella famosa semifinale del Mondiale 1970), che vengono apostrofati dall’italobrasiliano con degli affettuosi “Mona”, ricordando così una parola tanto cara al maestro di tutti loro: il Paron Nereo Rocco.

Arriva Walter De Vecchi e rientra in scena Fabio Capello ed è un coro unanime: “E’ tirato a lucido! E’ il più giovane di tutti noi”. Frasi della stessa entità si sprecano anche per “La Peste” Pierino Prati, che subito corre ad abbracciare il capitano del suo esordio in serie A: Cesare Maldini.

L’atmosfera è quella goliardica di un gruppo di amici che si rivede dopo tanti anni e non viene meno neanche con l’arrivo di un dirigente come Adriano Galliani (che abbracciando Lodetti dice: “Lui è quello che correva per tutti, anche per Rivera”), al quale noi di Canale Milan chiediamo una battuta sulla brutta batosta in Champions contro l’Arsenal. Lui, toccandosi la sua immancabile cravatta gialla, sorride per diversi secondi e poi dice: “A Londra ho pensato di uscire, come tutti i tifosi milanisti! Ma poi alla fine per fortuna è andata bene!”.

A proposito di Lodetti non poteva mancare la “perla” di Altafini “Non hai i capelli! Vabbè, non li hai mai avuti!” e subito dopo l’italobrasiliano si ripete con l’arrivo di un Giancarlo Danova claudicante per via di due tutori ai piedi, “Ah, ti hanno tagliato i piedi? Finalmente si sono accorti che facevi dei cross da schifo! e giù risate da tutti, anche da parte della “vittima”, che appare molto divertita.

Il festeggiato di presenta verso le 11:30 circa, con tanto di moglie e figli al seguito. L’accoglienza, neanche a dirlo, è del solito Altafini (stavolta seguito da Maldini) che dice “Gianni, non ti farò la solita battuta che ti fanno tutti: come balli bene!” (riferendosi alla sua partecipazione allo show “Ballando con le stelle”).

Mentre le glorie rossonere tra chiacchiere e ricordi (Altafini vero mattatore, anche mentre è al telefono) si godono il tiepido sole appena uscito seduti su una poltroncina, all’interno della sala Franco Baresi, Demetrio Albertini, Adriano Galliani e Giancarlo Abete chiacchierano con il gran cerimoniere: Michel Platini.
L’A.D. del Milan scherza con l’ex centrocampista: “Demetrio, qualcuno ha accostato Bradley a noi e lui ha risposto che il suo idolo era Albertini. Ma come si fa ad avere come idolo Albertini?

Platini poco dopo l’ora prestabilita richiama tutti all’ordine e li invita a sedersi: la cerimonia sta per iniziare. Abbiamo giusto il tempo di chiedere ad Altafini una battuta su El Shaarawy (“Diventerà un grande giocatore”) e si comincia, con Adriano Galliani a fare gli onori di casa.

L’Amministratore Delegato del Milan prima di passare il microfono a “Le Roi” ci tiene a precisare però una cosa: “Qualcuno ironizza perché sulla maglia abbiamo la scritta ‘Il Club più titolato al mondo’, ma io non saprei cosa misurare se non le vittorie internazionali, che per questa società sono 18”.

Il Presidente UEFA ripercorre i successi di Rivera e lo incensa, definendolo “il primo calciatore dell’era moderna” e ricordando anche una frase dell’indimenticato Gianni Brera, che scrisse un giorno “Ridateci l’Abatino” (altro soprannome di Rivera, n.d.r.) alla quale Michel risponde così “Rivera è eterno, come il calcio: la storia infinita”.

C’è poi la consegna del premio e tocca a Rivera ringraziare tutti, soprattutto la società Milan, che a suo modo di vedere ha lasciato storicamente “un segno di signorilità”.
Tra una battuta e l’altra auspica che a ricevere il premio sia presto un altro italiano e racconta un aneddoto del suo rapporto con Brera: “devo dire che a parte le polemiche che facevamo la cosa più bella è successa dopo che ho smesso di giocare perché lui non sapeva più cosa scrivere e quindi la situazione era complicata.” Poi aggiunge “Noi ci vedevamo quasi tutti i lunedì sera (perché allora cominciavano a nascere le prime TV private) e c’era un suo amico che aveva iniziato un programma e lo invitava sempre per commentare le partite della domenica e spesso mi invitavano. Però ho capito dopo perché mi invitavano. Lo facevano perché una volta ho apprezzato un ottimo barbaresco di Gianni Brera e da quel momento il rapporto è cambiato. Per cui mi invitavano perché dopo c’era un Barbaresco da vivere insieme, una buona mangiata ed almeno ricordavamo l’epoca in cui avevamo qualche anno di meno.
Ci tiene a precisare però che ha raccontato questo aneddoto per sottolineare di come se da un lato ci fossero incomprensioni sul lato professionale (Galliani ricorda che Brera lo definiva il suo “rivale intellettuale”), dall’altro si era d’accordo sul lato umano.

Dedica un paio di battute scherzose anche ai figli Chantal e Gianni (“Ho portato anche loro contro la loro volontà, perché oggi volevano assolutamente andare a scuola”) ed alla moglie Laura (“ha un peso non indifferente”) e su quest’ultima racconta di come fosse preoccupato quando doveva chiedere alla sua famiglia di sposarla e di come invece loro fossero entusiasti all’idea: “Avevano già i bagagli pronti!”.

L’ultimo pensiero ce l’ha per il Milan e rivolgendosi alla prima fila, dove è seduto Galliani, dice “Ormai siamo in testa e non possiamo più lasciarla!”.

Dopo gli applausi scroscianti si passa alla conferenza stampa di rito, nella quale Rivera ricorda il “Paron” Nereo Rocco: “Io credo che per una cosa del genere sarebbe stato serio, nel senso che seriamente avrebbe fatto le sue battute. Perché lui non perdeva mai l’occasione di umanizzare tutto quello che era possibile e ci metteva molto spirito.”

Galliani poi parla del bel calcio (“il DNA del Milan io lo sintetizzerei nel bel gioco”) raccontando tra l’altro anche le peripezie affrontate per vedere la finale di Coppa Campioni del 1963 col Benfica (“io coi miei amici in macchina andiamo a Chiasso per vedere la finale della Coppa dei Campioni. La TV della Svizzera italiana trasmette la partita e la TV italiana non la trasmette”).

Ad una domanda sullo stato del calcio italiano va in scena una “gaffe” di Platini “Può darsi che se il Napoli non perde a Chelsea avrete tre squadre italiane nei quarti di finale e non ci saranno più le inglesi. Ed allora vorrebbe dire proprio che è una questione di cicli.”

L’ultima battuta della conferenza stampa è dell’ex campione francese ed è in risposta ad una domanda sulla tecnologia nel calcio (visti anche i recenti accadimenti tra il Milan di Rivera e la “sua” Juventus): “Sulla tecnologia sapete che io sono totalmente contrario a tutti i tipi di tecnologie.” (e poi si sofferma con noi di Canale Milan per spiegare meglio il suo pensiero).

Dopo una brevissima nostra domanda al “Golden Boy” sui capitani del Milan (“bisogna cercarla una bandiera. Fino a Maldini si è trovata”) si passa alle foto di rito con il premio e col festeggiato che si fa immortalare al centro del manto erboso del Meazza in compagnia della famiglia.

L’ultima chicca della giornata si ha quando la signora Laura cerca di entrare in campo ma viene ripresa dal figlio “Mamma, hai i tacchi! Non puoi rovinare il campo”, ma quando il sottoscritto fa notare scherzosamente al ragazzo che “Tanto domani gioca l’Inter”, questo aggiunge “Allora Mamma, fai pure. Passeggia tranquillamente per il campo”.

Si apre poi il ricco buffet e pian piano i personaggi cominciano a lasciare la sala, con i cerimonieri che si dirigono nel solito ristorante “Giannino”, dove però Canale Milan non può essere presente: c’è un treno in partenza. Un treno che riporta tutti alla solita routine giornaliera, dopo una bella giornata di festa.

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Scritto da il mar 17 2012 . Registrato sotto Generali, News .

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